I mille volti di Istanbul, la città dei contrasti

Istanbul dai mille volti, Istanbul dei contrasti. Passato e presente che convivono guardando al futuro, un Occidente che abbraccia l’Oriente proprio li dove il Bosforo divide due mondi apparentemente inconciliabili. Colori caldi e cieli plumbei, profumo di spezie e odore di smog e di città, il the caldo alla menta della tradizione e i cocktail dei bar alla moda. Le moschee e le chiese cattoliche. Il richiamo dei muezzin e i suoni delle campane. La gente che sorride e quella che ti guarda con diffidenza. Le donne con il velo dagli occhi che ti incendiano di malinconia e le ragazzine in minigonna e tacchi a spillo che un pò di malinconia te la fanno. Le hit dance del momento nei club e le danze popolari nei ristoranti per turisti. I bagni turchi e le Spa di lusso. Il Kebab contro Burger King. Come il Gran Bazar della città vecchia sta ai negozi di lusso della città nuova.

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Ho sentito dire che Istanbul, prima di tutto è una città fatta di orizzonti…Orizzonti fisici. Quelli dei paesaggi di cupole e minareti che trafiggono il cielo; dei palazzi colorati e delle colline sagomate; la Torre e il Ponte di Galata; i caicchi dei pescatori e i battelli di turisti che fanno la spola tra il Bosforo e il Corno d’Oro. Orizzonti culturali. Quelli di un Oriente e di un Occidente che convivono plasmando ritmi e riti nell’incontro delle due anime di questa città. L’antica Costantinopoli, la moderna Istanbul.

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Galata Bridge

«C’è un solo modo per conoscerla bene: girare da solo, a piedi, e smarrirsi» (U. ECO, Istanbul, Una e Trina)

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«Tutto attorno c’è molto rumore, e cemento, dappertutto. Ma i cambiamenti di superficie non significano niente: a conoscerla davvero, questa è la Costantinopoli di sempre. Il suo fascino è intatto» (ORHAN PAMUK, Istanbul)

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Ho seguito i consigli delle guide e di chi c’era stato prima di me e questo è il sunto di pochi giorni, intensi, con un tempo poco clemente (tanta pioggia e qualche sprazzo di sole) tra Oriente e Occidente…

  • SULTANAHMET

L’antico centro della Città Vecchia incanta con il suo passato di sede di imperatori bizantini e sultani ottomani. Il nostro percorso inizia dal Palazzo Topkapi, fila interminabile all’entrata presidiata dalle guardie a cavallo ma meta imprescindibile che fa capire come, tra corti, giardini reali e l’Harem (biglietto aggiuntivo da pagare all’ingresso),  vivevano i sultani.

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TIP

* Dietro il Palazzo, attraversando il parco lussureggiante si arriva ad un bar terrazzato all’aperto che guarda il Bosforo dove non ci si può non fermarsi per gustare l’impareggiabile tè alla menta turco

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La passeggiata prosegue poi verso Aya Sofya e la Moschea Blu, imponenti con le cupole che campeggiano sulla città vecchia e che fanno stare con il nasu all’insu per i loro fantastici mosaici interni

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Immancabile poi una passeggiata nei sotteranei della Cisterna, dove tra passerelle di legno, luci soffuse che illuminano le colonne portanti, l’acqua che gocciola dal soffitto e le carpe che nuotano nella vasca si ha la possibilità di ammirare la più grande cisterna di epoca bizantina ad Istanbul.

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  • IL QUARTIERE DEI BAZAR

Vivere l’esperienza di perdersi nel labirinto di gallerie e negozi del Gran Bazar e del Bazar delle Spezie assistendo o provando in prima persona l’arte della contrattazione. Colori. Profumi. Volti. La sensazione di essere al centro di un incrocio di lingue, culture, etnie, vite…

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Backgammon: il gioco nazionale
Backgammon: il gioco nazionale

Altro obiettivo quando si è qui è quello di andare alla ricerca del miglior Kebab della città…noi ci siamo fatti consigliare il posto giusto da autoctoni e lo abbiamo cercato in lungo e in largo perdendoci tra i vari vicoli che circondano il Gran Bazar. Dopo una ricerca estenuante abbiamo individuato questa baracca che si confonde tra altri negozi e locali della zona e abbiamo mangiato il miglior Kebab di sempre. Che dire…il nome del posto non me lo ricordo e l’ho segnato su un notes dell’iphone andato perso…ma la cosa bella qui è affidarsi ai consigli e al proprio istinto e vivere un’esperienza di ricerca personale e scoperta del vero street food turco.

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Uno dei momenti più belli poi di tutto il viaggio è stato intrufolarsi in un locale appena fuori il Gran Bazar, mezzo all’aperto e mezzo al chiuso, tra sale da tè, tende e pseudo giardini ornamentali a chiacchierare un’intero pomeriggio bevendo tè alla menta e fumando il narghilè (provati un pò tutti i gusti direi che un mela – cannella a mio avviso è imbattibile). Onnubilati dai fumi ci siamo dedicati all’ozio, osservando il passaggio di un mondo incredibile e variegato composto da turisti, viaggiatori e locali. Come se ci trovassimo in un luogo di passaggio, quasi al capolinea di una stazione o ad un gate in partenza all’aeroporto abbiamo visto passarci accanto vite e storie sorprendenti.

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  • BEYOGLU

Attraversando il ponte di Galata si arriva nel quartiere di Beyoglu (noi avevamo l’hotel in questa zona) attraversabile da Nord a Sud facendo una lunga passeggiata attraverso Istiklal il lungo viale che collega piazza Taksim a Tunel Meydani.  Il viale è famoso per la storica linea di tram che passa all’incirca ogni mezz’h e dove non è raro vedere la gente che salta su al volo rischiando la propria incolumità. Zona molto viva, piena di negozi, ristoranti, locali alla moda.

Galata Bridge

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  • KADIKOY

Una delle zone che mi è piaciuta di più in assoluto di Istanbul…Domenica mattina, una traversata in traghetto del Bosforo per vedere lo skyline di minareti e ponti, la Torre della Fanciulla vista da vicino ed eccoci nella sponda asiatica del Bosforo animata da pittoreschi mercati all’aperto e dove quasi tutte le donne indossano il velo.

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Ho amato la cucina turca. In tre giorni ho veramente mangiato benissimo ma qui siamo riusciti ad assaggiare tutte le prelibatezze locali in un unico pranzo luculliano.

TIP

*assolutamente consigliato il Ciya Sofrasi una via di mezzo tra ristorante e tavola calda con alcuni tavoli all’aperto (il raro momento di sole per fortuna ce lo siamo goduti seduti qui, ai bordi della strada di quartiere, osservando il passaggio domenicale e mangiando cibo delizioso…). Il cibo all’interno è per l’appunto esposto a mo’ di tavola calda quindi si ha la possibilità di scegliere cosa mangiare (altrimenti sarebbe stato complicato ordinare dal menu in turco…) per quanto poi i camerieri siano veramente disponibili e consigliano le ‘meze’ (assaggi) del giorno.  Gli occhi scelgono bene e il palato rimane soddisfatto. Dalla dolma (verdure ripiene di carne macinata) alle foglie di vite ripiene di riso; agnello con kisir, falafel, purè di fave, borek (tortini di sfoglia ripieni di patate e carne), il turlu (un piatto di verdure passate nel pomodoro accompagnate da una sorta di frumento), zuppa di yogurt verdure e spezie. Il tutto ad un prezzo popolare accompagnato da dell’ottima birra locale.

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Merita un capitolo a parte l’Hotel trovato in super offerta su Booking che ha reso veramente speciale questi tre giorni, il Mama Shelter. Comoda location per visitare la città in quanto si trova nel quartiere di Beyoglu, proprio in una laterale della strada principale dove passa il tram che porta  a Piazza Taksim. Con una passeggiata di 5 minuti a piedi si raggiungono sia la piazza che la Torre di Galata. Noi ci siamo spostati per lo più a piedi nonostante la pioggia per cercare di vedere e vivere il più possibile la città (in 15 minuti si raggiunge l’altra sponda del ponte Galata per girare Sulthanamet). La sera questa è la zona più animata per locali/ristoranti e sicuramente consigliata rispetto alla città vecchia. Parlando dell’Hotel…Fa parte di una catena di altri alberghi presenti in Francia (Parigi e Marsiglia), design 100% Philippe Starck. Camere spaziosissime total white (uno dei letti più comodi in assoluto dove abbai mai dormito), terrazzino privato con vista sulla città e questo simpatico tema fumettistico che fa da leit motiv a tutta l’esperienza. In camera ci sono delle maschere di personaggi dei fumetti e un pò borderline tra voyeurismo e branding spinto, l’invito dello staff è quello di utilizzare la fotocamera della tv per immortalarsi in una versione selfie di Batman o Bugs Bunny e condividere lo scatto in modalità social sugli schermi comuni della hall/bar/ristorante del Mama. Altro motto che campeggia dai prodotti da bagno alle tovagliette per la colazione ai messaggi sulle pareti dei corridoi è il ‘Mama loves you’. Ed effettivamente il servizio è ai massimi livelli. Gli spazi comuni sono di altissimo design, con una zona bar e ristorante dove quasi ogni sera sono organizzati eventi e party a tema con musica dal vivo. I cocktail sono fantastici! (la rivisitazione del mojito al cetriolo veramente una piacevole sorpresa) e la cucina del ristorante che abbiamo provato una sera per cena veramente di buon livello. Clientela giovane, con molta voglia di far festa.

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TIP

*cena al MIKLA…per mangiare gourmet con una delle più belle viste della città. Il ristorante si trova all’ultimo piano dell’Hotel Marmara Pera a Beyoglu e ha un rooftop da urlo! Ambiente sobrio ed elegante, servizio impeccabile, buon cibo (piatti della tradizione rivisitati in chiave moderna ed internazionale). Memorabili i dolci.

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Questo è stato il mio approccio a questa città. Che mi ha lasciato dentro sensazioni contrastanti. Non so dire se mi sia realmente piaciuta. Di sicuro ne sono rimasta affascinata. Ma non è stato un impatto facile. Non mi ha colpito subito. Come altri posti con cui è amore a prima vista. L’ho dovuta annusare e guardare da diverse angolazioni. E paradossalmente ne sono rimasta conquistata poi nel tempo. Una volta lasciata. Rientrando a casa e riguardando le foto.  Percezioni nuove di quello che l’obiettivo è riuscito a catturare e che io non avevo messo realmente a fuoco.

La mia macchina fotografica lo ha fatto per me.

Una città piena di colore ma anche di bianco e nero.
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9 pensieri su “I mille volti di Istanbul, la città dei contrasti

    1. Nessun sogno puo’ essere proibito (e diventarlo). Neppure ora. Istanbul non e’ piu’ o meno pericolosa di altre citta’. La speranza e’ che tutto quello che sta accadendo non ci faccia perdere il desiderio di viaggiare, conoscere e condividere.

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  1. Se sei stata nel nostro blog, ti sarai accorta che Istanbul è un nostro grande amore, adoriamo ogni cosa di questa città sospesa tra oriente e occidente. Per noi è stato amore a prima vista.
    Complimenti per il tuo blog! 😀

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    1. Ieri avevo visto l’articolo ma mi ero soffermata su NY che mi aveva subito colpito!!!sono andata a leggere adesso il post…complimenti per le foto. Sono bellissime. Per me non è’ stato amore a prima vista ma e’ una città che non lascia indifferenti nel bene e nel male…il brutto tempo nel nostro caso non ha aiutato ma ha un fascino innegabile!

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      1. Ah ecco sicuramente avrà contribuito. Noi ne siamo rimasti davvero affascinati 🙂 Grazie mille, come vedi fotografare è la mia passione. -Vale-

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