Langhe e Roero ovvero un weekend tra i vigneti colorati d’autunno e degustazioni di Barolo e Tartufo Bianco d’Alba

Tra Asti e Cuneo uno degli angoli d’Italia che preferisco (specialmente in Autunno).

Un paradiso di colline dolci e sinuose e piccoli borghi medievali con torri e castelli, una luce speciale che illumina e pittura i vigneti di colori accesi, strade da percorrere su e giù in cerca della foto perfetta (che qui ce n’e’ sempre una più bella da fare dietro un nuovo angolo e da una nuova prospettiva), vallate verdi da cui la mattina si leva una nebbiolina rarefatta che diventa iridescente con i primi raggi del sole…

Profumo di aria fresca, di bosco, di castagne. Di uva e vendemmia. E di  Tartufo.

Prima tappa: Grinzane Cavour.

Il cielo è terso. Sono le 9.30 di una mattina di novembre che è Estate di San Martino. Aria frizzante ma sole caldo quasi primaverile. Ma tutt’attorno è Autunno con il suo tripudio di colori.

Arrampicato su una collina (e tra i vigneti) il Castello. Tra i più antichi e importanti delle Langhe, ospita un Museo, un rinomato ristorante e un’enoteca regionale dove è possibile degustare i vini della zona. Qui si tiene ogni anno l’asta mondiale del Tartufo Bianco d’Alba e noi capitiamo proprio il giorno prima dell’evento mentre fervono i preparativi e si respira l’attesa per scoprire chi sara’ quest’anno ad aggiudicarsi i 6 tanto desiderati lotti (spoiler non piu spoiler anche quest’anno Hong Kong si aggiudica l’ultimo lotto di 9 Etti alla ‘modica’ cifra di 100.000 €).

Il nostro itinerario prosegue lungo la ‘strada del Barolo’ per portarci alla Morra e alla sua terrazza panoramica da cui si domina tutta la vallata e dove ci aspetta una degustazione presso l’enoteca regionale dove sono presenti una decina di cantina di questa parte di Langa. Dal Nebbiolo al Rosso delle Langhe, al Barbara e al Barolo esploriamo la diversita’ dei famosi e corposi rossi piemontesi.


  
  
 Verso ora di pranzo deviamo verso Neive, uno dei ‘borghi più belli d’Italia’. Tutto viuzze e acciottolati e case con edera rampicante. Impossibile non notare una bottega al piano terra di una casa che già di per se colpisce per bellezza e particolarità della facciata: ‘Fili di Fantasia’, il workshop di Annalisa Ghella, persona squisita che ci accoglie con il sorriso e voglia di condividere la passione per il suo lavoro e per questa terra. Un laboratorio con una vista d’ispirazione per le sue creazioni, che guarda la vallata e le vigne attorno a Neive.


    Consigliata una tappa aperitivo rinforzato presso l’enoteca ‘al Nido della Cinciallegra’ dove è possibile degustare e comprare vini e prodotti delle Langhe con una vastissima scelta di Barolo d’annata.
  Poche colline più ad Ovest, immerso in un paesaggio da cartolina, il piccolo borgo di    Barbaresco. Una piccola piazza dove campeggia anche qui un’enoteca regionale ospitata in una chiesa sconsacrata, un food track che sporziona a qualsiasi ora del giorno ravioli del plin e tajerin all’uovo e una breve passeggiata che porta alla Torre recentemente restaurata che ospita un museo dedicato al vino Barbaresco ma sopratutto dalla cui sommità si può godere di una vista panoramica a 360° che è stata di fatto pregiata del titolo di ‘Patrimonio dell’Umanità Unesco’.



  
  Tappa a Treiso dove ci aspetta la Ciau del Tornavento, il ristorante che abbiamo scelto per una cena stellata gourmet e dove alloggeremo (qui il post dove vi parlo di questo posto fantastico!)
  
    Il secondo giorno inizia con calma. Dopo un’abbondante colazione e la visita alla cantina della Ciau che merita tempo e attenzione si prosegue il nostro tour ovviamente verso Barolo e da qui ci spostiamo a Monforte d’Alba per un super pranzo presso la Trattoria della Posta. Un posto delizioso, che sapora di altri tempi. Sembra di entrare nel curatissimo salotto della nonna, con caminetti, il servizio buono di piatti e una cucina di altissimo livello, classica e superlativa sotto tutti i punti di vista. Non possono mancare i Tajerin alle 30 uova con la spolverata di tartufo bianco e un assaggio di vari antipasti della tradizione piemontese.


  
 Una passeggiata dopo pranzo verso Serralunga. Un ultimo sguardo alle colline. Un sospiro per cercare di conservare tutta questa bellezza nel cuore per un pò.

Tornando versa casa…
  
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