Liebster Award 2016: eccoci in nomination!

Periodo di Grammy e Oscar finito da un pezzo per gli amanti del grande e piccolo schermo…ma nel mondo del Travel blogging, invece, eccoci in periodo caldo di nomination per il ‘Liebster Award’, premio virtuale che viene dato ai blogger emergenti (per capirci, quelli con meno di 200 followers) come segno di apprezzamento verso il loro lavoro.

liebster

Come funziona?

Una volta accettato il premio, con annessi ringraziamenti ai premianti (e ci mancherebbe altro: grazie, grazie e ancora grazie!!!), bisogna rispondere alle domande che sono state poste da chi ha deciso di premiarti e poi porre delle domande a propria volta ad altri blogger che si vogliono premiare (temi travel and blog).

Onoratissima di aver ricevuto ben due nomination, per di più, da due dei blog che preferisco e stimo nel panorama dei ‘blogger amici’ e con cui mi sento in affinità emotiva e stilistica…, Trip and Notes e In World’s Shoes, eccoci qui a rispondere con solerzia alle loro domande.

#Parto con le domande di Valentina e Salvatore di Trips and Notes…

1. Se avessi disponibilità in termini di tempo e soldi, quale sarebbe il viaggio che ti piacerebbe realizzare?

(Ah…sospirone…questo sarebbe il sogno più grande…viaggiare sempre e comunque senza doversi preoccupare dei soldi e del tempo a disposizione…vivere viaggiando, insomma).

Cercando di essere concreti:

il desiderio più grande sarebbe acquistare un “Round the World Ticket”– magari facciamo anche due va…così uno lo uso in senso orario e l’altro in senso antiorario e cerchiamo di coprire gran parte dell’Emisfero terrestre -.

Le tappe imprescindibili: Thailandia e Myanmar, Vietnam, Hong Kong, Giappone, Polinesia, Nuova Zelanda, Isola di Pasqua, Peru’ – Bolivia – Cile, California e Nevada, Canada, tappa in Sud Africa prima di rientrare in Italia.

Un bell’anno sabbatico, zero pensieri, portafoglio pieno che si rifocilla da solo e via…

2. Qual’è il tuo rapporto con i Social Media in viaggio?

In viaggio, mi godo il viaggio. La macchina fotografica è l’unico filtro che metto tra me e il mondo e cerco il più possibile di godere di ogni attimo e dettaglio. I social li lascio al ritorno a casa e li utilizzo per ripercorrere gli itinerari di viaggio e condividere i posti/situazioni che mi hanno colpito di più. Il blog lo curo solo quando sono a casa e scrivo quando al rientro ho metabolizzato tutto e le emozioni sono ancora fresche fresche. Le immagini per me hanno grande importanza e ci metto un po’ a scaricare tutte le foto di un viaggio e scegliere le migliori per il blog. L’unico social che mi permetto di usare di tanto in tanto, wifi permettendo, nei momenti di relax di un viaggio è Instagram (che è di fatto il social che preferisco di più in assoluto e che sento più affine a me).

3. Come scegli la destinazione del tuo prossimo viaggio?

Non sono io che scelgo una destinazione, è la destinazione che sceglie me! 😉

Mi spiego meglio…Libri, film, programmi tv, un’immagine. Un post in un blog. Ma sopratutto un’immagine. E’ quella in primis, l’immagine di un luogo, dico, che mi entra dentro e si trasforma in un mood. Il mood poi si allinea con la testa e inizio a studiare tutto di un luogo e ad informarmi. Inizio a guardare in Internet voli e hotel e farmi un’idea dei costi…poi improvvisamente inizio a prenotare guardando il calendario e cercando di identificare ponti e festività fortuiti…(grazie booking.com e la cancellazione gratuita!!!). Quando poi tutti gli astri si allineano, i voli iniziano ad alzarsi e capisco che ora…o mai più…fermo i voli ed è fatta.

Pianifico da un anno all’altro, fermo mille cose e poi…dentro di me scatta qualcosa e capisco che la meta giusta è proprio quella…Ad oggi fino ad aprile 2017 sono a posto 🙂

4. Ti sei mai sentita in pericolo durante uno dei tuoi viaggi?

Pericolo pericolo…direi di no…mi sono ritrovata ad Istanbul in mezzo a caschi blu, fumogeni e riottosi durante una manifestazione in Piazza Taksim ma ne siamo usciti indenni e forse nella nostra incoscienza senza avvertire la situazione di pericolo.

A Marrakech nell’aprile del 2011, nei miei 4 giorni in Marocco ho bevuto l’ultimo the alla menta prima di ripartire per l’Italia al Cafè Argana. Atterrati in Italia la notizia dell’attentato Kamikaze proprio in quel cafè in cui rimasero coinvolte una ventina di persone di cui la maggior parte turisti. Non so descrivere la descrizione di impotenza e i pensieri che mi attraversarono allora la mente, pensando che poche ore prima dell’attentato noi eravamo proprio lì…pericolo, no. Un mancato pericolo. Ma se ci ripenso ancora, anche adesso, provo di nuovo lo stesso smarrimento.
Un’altra ‘emozione’ di quelle forti l’ho provata a Bali. Anche qui, diciamo che più che altro oggi mi faccio una grossa risata (ma mentre ero li, ragazzi…da pisciarsi sotto dalla paura, altro che dalle risate, scusate la scioltezza di parole…). Resort fighissimo ad Ubud, tutto ecosostenibile, con queste bellissime capanne nella giungla (l’immagine poi della camera dove ho alloggiato spesso salta fuori in guide di viaggio…pavimento in vetro, sopra un ruscello, letto king size con zanzariera, bagno open air come la maggior parte di quelli che si trovano da quelle parti…). In camera all’arrivo, al posto del classico book con le istruzioni riguardo servizi dell’hotel, orari colazione, etc…una sorta di vademecum per muoversi in sicurezza all’interno del resort. Ma, le ‘istruzioni’ erano tipo: “Vi trovate in un ambiente selvaggio e naturale abitato da serpenti di terra e d’acqua, scorpioni velenosi, etc etc…Se venite morsi da uno scorpione comportatevi così (…). Se in camera trovate dei serpenti comportatevi così (…).” Bè…ecco…non proprio delle premesse rassicuranti che fanno vivere sereni. Inutile dire che poi in camera, nel letto avvolto ben bene dalla zanzariera rimboccata sotto il materasso in modo che non ci fossero pertugi aperti che permettessero ad animaletti minacciosi di intrufolarsi sotto le coperte…non ho messo i tappi la prima notte e ho passato un 6 h infernali in balia dei rumori di zampettare molesto, gracidare di rane, fruscii sospettosi che provenivano da qualunque parte vicino e attorno a me. Una pipì impellente e il terrore di alzarmi per andare in bagno magari rischiando chissà quale incontro ravvicinato del terzo tipo…Le ore più lunghe di sempre. Ecco, sappiate questo: gli animali si risvegliano di notte e ritornano a dormire con le prime luci dell’alba. Le luci che ho atteso con ansia. (per fortuna a colazione constatai di non essere l’unica a passare la notte insonne e il personale del resort, tra risatine educate suggerii di seguire le ‘istruzioni’ del libro nero e di mettersi i tappi alle orecchie forniti dall’albergo).
5. C’è un libro che ti lega ad una destinazione in particolare o che ha ispirato i tuoi viaggi?

Tutti i libri di Terzani per me sono fonte di ispirazione per il mal d’Asia che mi ha colpita da un paio d’anni. Il primo che ho letto è stato un “Indovino mi disse” e da lì: folgorazione. “Mangia, Prega, Ama” che non mi è piaciuto come libro ma ho adorato invece come film, ovviamente per me è stato la voglia di andare a Bali. Lo riguardo sempre quando ho nostalgia di Ubud e delle risaie e ogni volta è come se fosse la volta che lo vedo. Poi ogni viaggio è anche i libri che leggo durante quel viaggio…ma questa è un’altra storia. E ci sono poi viaggi che ho fatto per ripercorrere le orme di un film o di un libro (ma anche questi sono pezzi di altre storie, una in particolare la trovate qui…).
6. Qual’è il paese, Italia esclusa, in cui hai mangiato meglio? E qual’è il tuo piatto preferito tra quelli assaggiati in viaggio?

Brava Valentina ad aver tolto l’Italia (se no vinceva a mani basse la Puglia!). Premettendo che mangio qualsiasi cosa (e quando dico qualsiasi, intento proprio qualsiasi…le prove di Pechino Express e di Flight 616 mi farebbero un baffo…): io adoro i dumplings!!!!! Li mangerei dalla mattina alla sera (e non vedo l’ora di tornare a Singapore per andare qui: EVVIVA i Dumplings!!!!!)
7. Hai mai dovuto rinunciare ad un viaggio già prenotato?

Ho perso solo una volta dei biglietti aerei low cost per Londra (ma non è stata una grave rinuncia e una grave perdita in termini economici, per fortuna) e ho dovuto rinunciare ad un’idea che avevo per un viaggio il prossimo Natale/Capodanno (ma in questo caso, per fortuna, non ho perso soldi: anche qui plauso a booking.com e alla cancellazione gratuita!)

8. Hai mai affrontato un classico ‘viaggio della speranza’ con spostamenti da tempi biblici in cui tutto quello che poteva andare storto è andato storto?

Tocco ferro e tocco tutto quello che deve essere toccato per scaramanzia: ad oggi, no.
9. On the road in auto a noleggio o spostamenti su mezzi locali: cosa preferisci?

Rent and go tutta la vita. La libertà in tutti i sensi che permette un viaggio così e’ impagabile.
10. Visto che siamo vicini all’estate, che viaggi hai in programma nei prossimi mesi?

Ad agosto finalmente partirò tre settimane rotta Singapore, Cambogia, Indonesia (next stop!)…Quasi ci siamo!!!!!! E sono in fase di pianificazione per quello che sarà per noi il viaggio più bello: la luna di miele. Ma su questo mantengo ancora l’assoluto riserbo.
#Ed eccomi con le risposte alle domande di Lucrezia e Stefano di “In World’s shoes”
1) Qual è stato il primo viaggio che hai fatto?

Risposta non semplice…perchè di viaggi ce ne sono stati tanti dai 12 anni in su (dal primo aereo preso per andare a Parigi con mia mamma, alla settimana in Grecia della maturità, alla Tunisia e al Marocco, a mezza Europa con parenti, ex morosi, amiche e amici,etc) ma non tutti hanno avuto la connotazione che oggi do alla parola e al senso del ‘viaggio’. Il primo viaggio pensato, voluto, desiderato ardentemente, organizzato e pianificato nei minimi dettagli è stata la mia prima volta in Asia, a Singapore e Bali.

Quel viaggio per me ha rappresentato una svolta…non che prima non avessi viaggiato (più della metà del mappamondo che oggi posso colorare penso sia stato proprio smarcato prima dei 30 anni, in mete anche di tutto rispetto…), ma il cuore ha iniziato a battermi forte forte da quel momento li’. Come se improvvisamente i miei occhi avessero iniziato a vedere il mondo fuori in modo diverso. Più viscerale. Non saprei quale altro termine usare.

Sarà che è stato anche il primo volo intercontinentale che ho fatto da sola. Con un’attenzione quindi a tutto moltiplicata all’ennesima potenza, un’apertura al confronto con gli altri che quando sei già in compagnia non hai o comunque hai in maniera minore…Insomma. Questo è stato il viaggio della svolta. Quello in cui c’è stato un prima e tutto quello che è seguito appartiene al dopo. Un mondo nuovo. Quello che oggi racconto qui, nel mio blog.
2) Se ti dicessero che puoi fare solo un viaggio in tutta la tua vita, quale sceglieresti di fare?

Me la gioco con furbizia e rimando a quanto scritto sopra al punto…Prenderei il Round World Ticket per fare il giro del mondo in un anno…Ok sarà un solo viaggio ma almeno mi riempio il cuore e gli occhi di tutto!!!!
3) Fra tutti i musei che hai visitato, ce n’è uno che ti ha colpito particolarmente e perché?

Qui casco male. Nel senso…non sono un’amante dei musei. La mia passione è la fotografia e quindi apprezzo sopratutto le mostre fotografiche e amando Steve Mc Curry ogni occasione di vederlo è per me fonte di gioia… Può andare bene come risposta? Se no se proprio devo scegliere un Museo…direi il Museo delle Cere a Londra, mi sono divertita un casino…ok, non è il Louvre e non è il Moma o il Museo di Storia Naturale…ma appunto…fighissimo!
4) Il viaggio on the road più bello che hai fatto fino ad ora

Qualche estate fa…Abbiamo attraversato l’Italia da Nord a Sud con diverse tappe per concentrarci su Marche, Basilicata, Puglia e al rientro Toscana. E’ stato l’ultimo viaggio della vecchia Polo di mio moroso. Che ci ha abbandonati appena parcheggiata sotto casa al rientro. Mi piace pensare che si sia spenta con il sorriso e il cuore pieno di felicità.
5) Se dovessi scegliere tre canzoni che per te rappresentano “il viaggio” quale sceglieresti?

Mamma mia ragazzi, domanda tostissima…potrebbe aprirsi un capitolo che non finisce più…

Al primo posto metto una canzone che apparentemente potrebbe sembrare poco attinente con il viaggio…ma per me è un’immagine e un sound on the road: di un viaggio con un’amico d’infanzia, in giro per gli Stati Uniti con una vecchia Chevrolet, pub e birra e nuove conoscenze, Mr Jones dei Counting Crows (finestrini abbassati e via da cantare a squarciagola).

Se poi devo attenermi al ‘senso’ del viaggio per me:

Viaggi e Miraggi’ di De Gregori “Dietro un miraggio c’è sempre un miraggio da considerare, come del resto alla fine di un viaggio c’è sempre un viaggio da ricominciare”

‘Passenger’, di Iggy Pop “I am the passenger and I ride and I ride/I ride through the city’s backsides/I see the stars come out of the sky/Yeah, the bright and hollow sky/You konw it looks so good tonight…”

‘Guaranteed’, di Eddie Vedder  “wind in my hair, I feel part of everywhere” (struggente)!

6) Andresti a vivere all’estero? se sì, dove?

Ho pensato spesso a questa cosa, in diversi momenti della mia vita. Poi le strade che ho imboccato mi hanno sempre tenuta qui in Italia, e quando vado via, è sempre poi un piacere tornare a casa. Premesso che se non ci fossero vincoli economici il sogno sarebbe quello di vivere viaggiando (punto fisso sempre in Italia e poi fare periodi lunghi all’estero in tutto il mondo), ragionando però con i piedi per terra, penserei ad un trasferimento solo se si presentasse l’occasione lavorativa giusta per me o per il mio compagno. Dove? Singapore in primis. Quella che definisco la porta dell’Asia. Un mix di culture. Che anticipa il futuro. Sicura, pulita, con tantissimo verde. Servizi eccellenti e per l’appunto facile porta d’accesso per tutta l’Asia – Pacific.
7) Preferiresti dormire in una casa sull’albero o in un igloo in Lapponia?

Non si possono opzionare entrambe? Se proprio devo scegliere: casa sull’albero. Sentirsi un po’ bambini, staccare i piedi da terra, sentirsi più vicini alle nuvole e al cielo…Bello!

Bene…è stato più facile del previsto! (almeno per me…poi chissà se qualcuno sarà riuscito ad arrivare fino in fondo nella lettura senza sbadigliare…).

Adesso tocca quindi a me…Nomino (ormai ragazzi avete partecipato tutti!!!):

Where are Ale and Vale?   (che si troveranno subbissati da Liebster Award al loro rientro dalla lune di miele!!!)

Fashionwine.me

La Valigia di Cassandra

Vagabondaporelmundo

P.S. Fun and Travel

Una vita non basta blog

I sentieri si costruiscono viaggiando

Le mie 10 domande, raggruppandone un pò da post precedenti e aggiungendone di nuove:

  1. Perchè hai scelto questo nome per il tuo blog?
  2. Dove ti immagini (e immagini il tuo blog) tra 5 anni?
  3. 3 cose che non possono mancare nella tua valigia…
  4. Qual’è il posto che hai visitato che più ti rappresenta?
  5. Domani vinci al gratta e vinci “Turista per sempre”, come cambia la tua vita (se cambia)?
  6. Se ti dicessero che puoi fare solo un’altro viaggio nella tua vita dove sceglieresti di andare?
  7. 3 canzoni che non possono mancare nella tua compilation di viaggio…
  8. Un film o un libro che hanno ispirato qualche tuo viaggio…
  9. Qual’e’ l’avventura più particolare che hai vissuto in viaggio?
  10. Qual’è il paese, Italia esclusa, in cui hai mangiato meglio? E qual’è il tuo piatto preferito tra quelli assaggiati in viaggio?

A questo punto tocca a voi! Attendo le vostre risposte!

 

6 pensieri su “Liebster Award 2016: eccoci in nomination!

  1. Che belle risposte, lunghe e complete! 🙂 mi sono piaciute tutte!!!
    Per le canzoni non posso che darti ragione, penso che Guaranteed sia la mia preferita! Viaggi e Miraggi non la conosco, e pensare che adoro De Gregori! Andrò a sentirla! Furbo il pensiero di comprare un round the world ticket per l’unico viaggio possibile… Speriamo però non si debba mai arrivare ad una decisione estrema perché non potrei mai pensare di limitarmi ad un solo viaggio, anche se è intorno al mondo! Ahaha
    Un bacione cara, è stato un piacere leggerti e scoprire qualcosa in più di te! ❤

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  2. Ciao Lucia, che belle risposte! Anche io, se potessi, farei un Round trip intorno al mondo senza preoccuparsi del tempo e del portafogli, ed ho ancora la pelle d’oca per quello che è successo in Marocco poco dopo la vostra partenza. Anche io adoro i dumplings, ho volutamente escluso l’Italia nella domanda del cibo perchè altrimenti avrebbe vinto lei! Ahahah! Pensa, che io voglio leggere il libro di Mangia Viaggia Ama, il film l’ho interrotto non appena Javier Bardem ha aperto bocca, non si può far parlare un figo del genere con quell’accento!!! Ti seguirò nei prossimi viaggi, sogno tanto di tornare in Asia ma in questo periodo per una serie di motivi va rimandato! A presto! 🙂

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    1. Ahahhaha…e’ vero Valentina, il doppiaggio italiano di Barden e’ rigettante…non si può sentire…per fortuna la versione originale si salva! Rimani sintonizzata su questi canali e cercherò di portarvi un po’ con me in Asia…mi rendo conto che non e’ la stessa cosa di andarci ma almeno cerchiamo di sognare un po’ assieme…anche questa e’ la cosa bella di queste amicizie virtuali tra blogger!

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