Metti tre amiche e un week end a Marrakech…

Metti 3 amiche di lunga data.

L’ultimo viaggio insieme fatto ormai una decina di anni fa.

Un matrimonio alle porte e la voglia di festeggiarlo come si deve.

Una meta esotica al punto giusto. Un ponte di 4 giorni da poter trascorrere assieme senza intoppi.

Aggiungiamoci: thè alla menta, cocktail alcolici, hammam,  suk e contrattazioni, riad lussuosi, chiacchiere arretrate, gossip spiccio, confessioni e tante tante risate.

Shekeriamo il tutto ed ecco il week end a Marrakech delle ‘ragazze’.

Premessa doverosa.

Chi sono ‘le ragazze’? Non più ventenni, non ancora quarant’enni, lo stesso spirito dei 18 anni e un intreccio di vite, caratteri, interessi, sogni, relazioni da fare concorrenza alla mia serie TV preferita di sempre (Sex & the City, ovviamente, se ci fosse bisogno di dirlo…).

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Irriverenti, ironiche, frizzanti e profonde. Una Carrie, una Charlotte e una Samantha all’italiana. Tre ‘ragazze’ come tante altre. Uniche nel loro genere. Uniche nel loro rapporto esclusivo di amicizia.

Un’amicizia che non chiede. Ma dà. Sempre. In modo naturale e incondizionato. In cui non ci sono invidie, cose non dette, giudizi, segreti. Loro sono quelle che sanno tutto di te. Nel bene e nel male. A cui hai detto ogni cosa. A cui non dici ma che sanno comunque tutto perché sanno leggerti dentro anche nelle cose non dette, nei silenzi e nelle frasi interrotte o nelle risate lasciate a metà. Quelle da cui riprendi sempre il filo del discorso lì dove lo avevi lasciato e anche a distanza di tempo non c’è bisogno di dipanare la matassa del tempo. Tutto è sempre uguale. Tutto riparte da lì dove lo avevi lasciato. E tutto è sempre sorprendente.

Le ‘ragazze’ sono quelle che in “3 ne riesci a fare una” (citando Stefy), che dove non arriva una c’è l’altra e che insieme si può tutto e non c’è nulla fuori dalla loro portata.

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Ci sono momenti di questo nostro viaggio che rimarranno per sempre ‘nostri’.

Battute, risate, frasi, sguardi. Momenti di leggera spensieratezza. Riflessioni più profonde. Paure e macigni che pesano nel cuore (e che poi, in qualche modo, riescono in ogni caso a pesare un po’ meno).

Quelle amiche che non cambieresti mai. Per nulla e per niente al mondo. Che sono perfette così. Con i loro pregi e i loro difetti. Che se pensi a loro ti scappa sempre un sorriso. Che difenderesti sempre a spada tratta (e che porterai sempre sane e salve a casa, anche da ubriaca, a notte fonde, attraversando a piedi il labirinto di una Medina  semideserta e sconosciuta).

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“Più tardi, quel giorno, pensai a lungo alle relazioni: ci sono quelle che offrono sensazioni nuove ed esotiche, quelle che sono vecchie e familiari, quelle che sollevano un sacco di domande, quelle che ti portano in posti inaspettati, quelle che ti portano lontano dal punto di partenza, quelle che ti riportano indietro, ma la relazione più importante, difficile ed emozionante è quella che si ha con se stessi – e con le proprie amiche del cuore –”

Questo post vuole essere prima di tutto il ‘nostro’ diario di viaggio e un inno alla nostra amicizia, che anche su queste pagine, nero su bianco, mi auguro possa durare così, per sempre.

Sempre con questo sorriso, sempre con questo affiatamento e con questa complicità. Sempre con questo entusiasmo nei confronti della vita. Sempre con la stessa voglia di ridere assieme e di raccontarci e di condividere le nostre emozioni e i nostri pensieri. Di ricordarci a vicenda chi siamo, da dove veniamo e sostenerci in quello che saremo.

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Marrakech è un luogo che non può lasciare indifferenti. O la ami o la odi. Senza vie di mezzo.

Il grigio non è contemplato. E neanche il bianco o il nero in realtà. Marrakech è mille colori. E’ i toni caldi della sabbia e della sua gente variegata, è il blu e il verde dei mosaici dei suoi palazzi e Riad, i fucsia e i viola delle babuche e delle borse che si vendono nel suq. E’ il profumo del thè alla menta e delle spezie, l’odore forte e quasi nauseabondo delle concerie, lo smog e il traffico e il caldo appiccicoso sulla pelle e i giardini ordinati dove sdraiarsi al sole e respirare l’aria che arriva dal deserto all’ombra di una palma.

E’ i mendicanti, gli incantatori di serpenti,  i saltimbanchi e gli addomesticatori di scimmiette.  I negozianti – negoziatori, le donne con il velo e i bambini dagli occhi grandi grandi. E’ il lusso dei Riad e la povertà agli angoli della Medina. L’ordine dei suoi giardini e il caos del suq.

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Una città di contrasti. Che ammalia e incanta. Un luogo da vivere più che da visitare. E noi lo abbiamo vissuto così…

#DOVE ALLOGGIARE

@Riad Idra

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Marrakech è mille e più Riad. Avete assolutamente l’imbarazzo della scelta e non è semplice orientarsi considerando l’offerta variegata in grado di accontentare qualsiasi esigenza (da chi cerca l’essenziale e una struttura più low cost a chi invece vuole farsi trattare come un ‘marajà’ – con diverse vie di mezzo che contemplano anche diverse opzioni  di lusso accessibile – ).

Noi cercavamo il lusso accessibile. E siamo ricadute su questo magnifico Riad, centralissimo, nella Medina e molto comodo (cosa significa ‘comodo’ a Marrakech? Vicino alle ‘porte’ della Medina, così da riuscire a prendere eventuali mezzi e taxi senza perdersi nel suq – soprattutto per gli spostamenti notturni -, vicino ad una via principale in grado di definire una mappa per muoversi nel labirinto della città vecchia e allo stesso tempo a  due passi dal dedalo di viuzze e vicoli dei mercati – ).

Un piccolo paradiso nel caos della Medina, in cui, aperto il suo portone, sentirsi accolti, coccolati e catapultati in una fiaba delle ‘mille e una notte’.  Il tipico patio/giardino della struttura del Riad in cui riposarsi dopo le lunghe camminate nel suq (e in cui assaporare i cocktail di Amin – alcolici!, cosa da considerare e che noi ovviamente abbiamo considerato prima di partire, dato che in realtà in molte strutture tradizionali non è concesso l’uso di alcool -). Una terrazza sul tetto con solarium e angolo per la colazione. Una piccola Spa con zona massaggi e Hammam (assolutamente da provare!). Camere meravigliose, affacciate sul patio interno, arredate con arabeschi e mosaici (la nostra Suite supera le dimensioni del mio appartamento!!!)

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Le piccole chicche che rendono un soggiorno speciale: #le babuche colorate ad attenderci in camera e da riportare a casa come souvenir  di viaggio, #pasticcini, thè alla menta e rose ad attenderci ad ogni nostro rientro in camera, #il rito della colazione la mattina (macedonia, frullato di fragole, yogurt, marmellate e formaggi, pane fatto in casa, tre tipi di dolci diversi ogni mattina a corredo di ottimo caffè e l’immancabile thè alla menta), #l’Hammam tradizionale (il migliore mai provato finora!).

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Nota: in cosa consiste #l’Hammam? Non pensate ad un ‘semplice’ bagno turco. Di bagno turco parliamo ma con un rito di pulizia e una cura del corpo che non ha eguali. Noi eravamo in due con una ragazza (bravissima!) che, nel tepore del bagno turco, prima ci ha lanciato addosso delle secchiate di acqua calda (potrebbe sembrare una cosa traumatica, ma in realtà, dopo l’impatto di sorpresa iniziale, è stato piacevolissimo) e poi ha iniziato a cospargerci di sapone nero per il gommage. Dopo la pulizia con il sapone che rimane in posa per un po’ mentre si continua il bagno turco, la stessa ragazza si occupa del peeling e con l’apposita spugna inizia a pulire tutto il corpo per poi tornare a sciacquarti più e più volte con l’acqua calda. Applicazione di un fango. Riposo. Secchiate d’acqua calda. Shampoo e balsamo per i capelli. Secchiate d’acqua. E per finire un massaggio con della crema profumata di rosa. Un morbido accappatoio, le babuche e the alla menta a lieto fine di quest’ora di puro relax.

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#COSA VEDERE

Marrakech è una città assolutamente visitabile in 2/3 giorni. “Week end a porter” per intenderci.

La città vecchia, nonostante il labirinto del Suq è facile da girare e se si rimane sulle strade principali all’interno della Medina le distanze sono facilmente percorribili a piedi. Anche perdersi ovviamente ha il suo perché e gli scorci più pittoreschi, ‘la vita’ della città si respirano proprio lì dove non capisci bene dove ti trovi su una mappa.

Ho girovagato con il naso all’insù, con la mia macchinetta fotografica, in mezzo alle concerie, ai mercati, alla gente, al traffico. E questa per me, ogni volta, è pura felicità. Imbattersi nella quotidianità. In uno sguardo rapito. Nei bambini che corrono. In una donna con il velo che entra in un portone segreto. Negli uomini che chiacchierano all’ombra di un palmeto.

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Camminate e perdetevi. Questo è il consiglio che vi do’ con il cuore. Non ve ne pentirete.

In questo girovagare  e perdersi ci sono alcune tappe che non si possono perdere.

@Palazzo El Bahia

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Un vero capolavoro di architettura marocchina a Nord della Mellah (il quartiere ebraico, che consigliamo di visitare per il suo mercato delle spezie).

Uno dei luoghi più belli da visitare, esplorare e soprattutto fotografare (maledicendo l’affollamento che impedisce inquadrature perfette…). Un susseguirsi di edifici, cortili con fontane e mosaici colorati, giardini lussureggianti in cui soffermarsi ad ammirare il dettaglio e la visione d’insieme. Bello, bello, bello!

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@Medrasa Ben Youssef

La scuola coranica più grande del Marocco, con una splendida architettura arabo – andalusa.

Letteralmente presa d’assalto da turisti che la utilizzano come set fotografico per i meravigliosi mosaici e maioliche colorate. Ricavatevi un piccolo angolino al riparo da sguardi indiscreti e via di pose e sorrisi dal sapore medio orientale.

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Per chi avesse poi tempo e voglia qui vicino c’è il @Museo di Marrakech e il @Museo della Fotografia (con una bella terrazza panoramica).

Per rimanere nella città vecchia visitabile anche il @Palazzo El Badi (o meglio le rovine di quello che ne rimane) – se siete di corsa potete benissimo passare oltre, magari passateci da fuori e date un occhio ai nidi di cicogne che campeggiano sui torrioni principali delle mura esterne – . E sempre in zona (anche qui potete soprassedere) le @Tombe Saadiane, un mausoleo di circa sessanta tombe divise in tre spazi con decorazioni spettacolari (come nelle altre attrazioni turistiche, però, non ci sono audioguide o indicazioni di alcun tipo e l’affollamento non permette di godere appieno di questo posto che in altre condizioni avrebbe sicuramente il suo fascino).

@Jamaa El Fna

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Il centro nevralgico della città, la piazza più grande di tutta l’Africa, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, il cui aspetto è in continuo divenire durante le diverse ore della giornata.  Mercato all’aperto di mattina e pomeriggio, in cui vengono vendute le merci più svariate (dalle stoffe ai datteri, alle spremute d’arancia, alle uova di struzzo) e in cui potete trovare i ‘professionisti’ più esotici: chiromanti, erboristi, cavadenti, incantatori di serpenti e ammaestratori di scimmie,  di sera la  piazza diventa più affollata e sopraggiungono danzatori, cantastorie (i cui racconti sono in berbero o in arabo per un pubblico di gente del luogo), musicanti e maghi e ristorante ‘slow food’ all’aperto con le bancarelle che si ritirano e i banchetti con tavole e panche per mangiare cibi preparati al momento, che subentrano. Se togliamo l’ansia di ritrovarsi ogni due passi con un serpente al collo o una scimmia gigante a tradimento dietro le spalle…è un vero spettacolo da non perdersi,  unico nel suo genere.

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Arrivateci attraversando il Suq e cercando di capitare anche nella @Place Des Epices dove oltre ai banchi di spezie ed erbe medicinali varie troverete un bellissimo mercato all’aperto di materiale impagliato e donne che essicano la menta.

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@Jardin Majorelle

Bellissimo giardino botanico di epoca coloniale, nella città nuova, scoperto da Yves Saint Laurent in uno dei suoi primi soggiorni a Marrakech, rimanendo incantato da questa struttura (oggi il giardino ospita un memoriale in suo onore). E’ di fatto il luogo più visitato in assoluto (con un po’ di fila all’entrata per i biglietti) e anche il  più fotografico con (anche qui) diversi set amatoriali improvvisati tra i palmeti, i cactus e i baobab e lo splendido edificio blu elettrico e giallo acceso che diventano un perfetto sfondo per i selfie e i ritratti di gruppo!

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#COSA FARE

Dell’Hammam abbiamo già parlato…non rimane che fare un giro della città vecchia e nuova a bordo del tipico calessino trainato da cavalli…oziare dopo tanto camminare e intrattenersi con il guidatore che non mancherà di terminare il giro con le consuete foto ricordo…molto molto da turisti (e diciamocelo, non è che vedete chissà che…) ma ci sta!

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E ovviamente negoziare, negoziare, negoziare nel Suq!

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DSC_2343#FOOD & DRINK

Marrakech è una città che accontenta qualsiasi tasca: dalla bancarella in piazza, ai piccoli cafè/bistrot ai ristoranti di cucina marocchina  e internazionale in Riad e contesti da mille una notte, avete veramente l’imbarazzo della scelta.

Da tenere in considerazione che, posti prettamente turistici e dedicati agli stranieri a parte, gli alcolici sono vietati e non si trovano quindi ovunque. Come ci ha detto il nostro ‘guidatore di calessino’ il whisky berbero è il thè alla menta (che dopo che ne bevi , tra un bicchierino qua e uno là, più di un litro al giorno, effettivamente, inizia a darti alla testa e creare una certa assuefazione…J ).

Escludendo i Cafè attorno alla Piazza principale che non consigliamo (consigliamo invece di tuffarsi tra le bancarelle per un assaggio del cibo locale, da locali) questi sono i posti che abbiamo scelto in questi tre giorni.

@Maison Arabe

Hotel di Lusso appena fuori dalla Medina. Atmosfera che riporta al film ‘Casablanca’ con cocktail – piano bar e musica jazz in sottofondo. Bellissimo il ristorante con i tavoli attorno alla piscina nel giardino interno a cielo aperto.  Atmosfera molto romantica, si cena a lume di candela. Servizio preciso e attento e ottima cucina con piatti della tradizione marocchina (ottime le Tajine!!!!) e un menu internazionale. Ottima carta di vini sia locali che internazionali e prezzo assolutamente in linea con la qualità e lo standard del posto (per quanto alto rispetto allo standard marocchino spesa sui 35 € a testa con un piatto unico, dessert e due bottiglie di vino).

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@La Sultana

La location se vogliamo è ancora più da mille e una notte rispetto alla Maison Arabe: rooftop bar sulla Mellah, Riad principesco, ristorante con tavoli attorno alla piscina e musica dal vivo marocchina in sottofondo. Non possiamo parlare altrettanto bene del servizio. Prenotazione effettuata online con diverse conferme via mail che non era stata segnata. Aperitivo in terrazza con servizio abbastanza approssimativo e preparazione del tavolo con un ritardo di circa 40 minuti rispetto alla prenotazione iniziale (con tavoli in ogni caso liberi che andavano solo preparati). Posate non pulite, piatti incompleti nella preparazione rispetto alla descrizione sul menu’, conto sbagliato (con addebito anche degli aperitivi in terrazza che erano stati già pagati) e perplessità da parte dello staff quando lo abbiamo fatto notare. Dettagli…che però in un ristorante di questo tipo, per il prezzo che si paga e per come si vende, non sono però accettabili. In ogni caso: cibo veramente ottimo! Prezzo allineato con la Maison Arabe.

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@La Famille

Un giardino incantato a cui si accede da un portone piuttosto anonimo (e poco segnalato) in una delle tante vie del Suq in direzione Palazzo El Badi. Atmosfera chabby chic. Tavolini arredati in modo semplice su più livelli, in mezzo agli alberi da frutta e ai palmeti con alcune amache e divanetti dove rilassarsi sorseggiando la loro bevanda detox (acqua con foglie di menta e cetriolo servite su barattoli bormioli con cannuccia annessa). Proposta vegetariana (posto adatto più ad un pranzo che ad una cena…oltretutto non sono aperti a cena in alcuni periodo dell’anno) molto particolare e interessante con piatti semplici e ingredienti locali di stagione. Posto da non perdersi, a pochi passi dalla Piazza centrale. Con circa 12 € a testa si mangia in abbondanza.

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@La Mamounia

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Oggi la Mamounia (oltre alle sue suite,  ai suoi magnifici giardini, alla sua spa da 2.500 e le sue piscine interne ed esterne) è:  4 ristoranti che uniscono in modo impeccabile lifestyle e gastronomia, vantando un’eccellenza stellata Michelin nel ristorante L’Italien by Don Alfonso Iaccarino e nel ristorante Le Français by Jean-Pierre Vigato. La cucina tradizionale trova spazio nel panoramico ristorante Le Marocain, con vista spettacolare sulla Medina e sui Monti Atlas, e la cucina mediterranea spicca nel ristorante Le Pavillon.

Sono inoltre presenti cinque bar per cinque diverse esperienze sensoriali, sala da tè, biblioteca.

Qui dove negli anni sui cui mosaici hanno camminato i personaggi più importanti che hanno fatto la storia mondiale e dove oggi e più conosciute celebrities, una tappa è d’obbligo anche solo per respirare l’atmosfera di esotico sfarzo arabo – moresco e perché no, magari indugiare in uno dei meravigliosi bar esterni e godersi le chiacchiere al sole davanti ad una birra o un buon cocktail (dimenticandosi per un pò il portafoglio!).

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@La Terrasse del Epices

Nell’omonima Piazza, per un thè alla menta e una bibita veloce dalla terrazza sul tetto con vista sulla città e su un altro ristorante meritevole sia per cibo che ambientazione, il @Nomad, da godersi non solo di giorno ma anche di sera.

 

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Questo è un arrivederci. Il deserto, adesso, chiama…vero ‘ragazze’?

 

 

2017 @ Viaggidiritorno. Tutti i diritti riservati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

18 pensieri su “Metti tre amiche e un week end a Marrakech…

  1. Che bello il tuo post, leggendolo mi sono sentita come se mi avessi direttamente trasportata in Marocco. Io non ci sono mai stata, ma ho visitato un pezzettino di Tunisia ed ovviamente mi ritrovo in molte cose.
    Oltre al viaggio, mi piacerebbe anche avere amiche splendide come le tue però 😉

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  2. Luci… che dire?!… magica e sognante come sempre nei tuoi racconti… mi hai fatto ritornare lì, mi hai regalato molti sorrisi e non ti nego una lacrima di commozione e amore per voi splendide amiche!

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    1. Mi fa piacere di essere riuscita in qualche modo a trasmettere l’entusiasmo e la gioia di questo viaggio! E’ ancora sulla mia pelle e nel mio cuore e me la porterò addosso per un po’. Ti auguro di riuscire presto a realizzare presto questo sogno, Marrakech e’ meravigliosa come tutto il Marocco. Segnati il Riad che e’ super!

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    1. Si Martina, una città dove ci siamo sentite tranquille e al sicuro. In giro in ogni caso c’e’ molta sicurezza e guardie armate e anche muovendosi di sera ci sono dei vigilantes all’interno della Medina che ti accompagnano con torcia al Riad (no lì abbiamo trovati entrambe le sere in cui siamo uscite). Per il resto le normali accortezze che e’ bene sempre avere girando in una qualsiasi città.

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  3. Mamma mia che esplosione di colori! Credo che mi innamorerei all’istante di Marrakech. Vivere una città così bella con le amiche di una vita, poi, è il massimo!
    Direi che avete festeggiato l’imminente matrimonio nel migliore dei modi. 🙂

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  4. Io vi scopro oggi! Sono Anna, piacere! 🙂
    Spettacolare questo post! Sto provando tanta tanta invidia per la vostra amicizia e anche per questo bellissimo viaggio, il Marocco è nella mia wishlist da un sacco di tempo e sono proprio i suoi colori e gli odori (magari non sempre piacevoli) ad attirarmi. L’hotel che avete scelto è il mio ideale quando viaggio: non eccessivamente lussuoso e neanche ostello, ma il più possibile tradizionale, quindi questo me lo segno. Bellissimo post!

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