Viaggiare con un neonato

E’ da un pò che volevo scrivere questo post. Ma il tempo a disposizione con un neonato di 5 mesi è sempre tiranno e questo, è uno di quei periodi in cui decisamente è complesso ma bellissimo vivere al mille per mille ogni cosa e quindi la mia scelta è stata quella di concentrarmi su Nicolò come unica priorità e lasciare che tutto il resto vada un pò come deve andare, senza per forza voler avere il controllo su tutto (decisamente impossibile! E inoltre, devo dire che diventare mamma ti dà oltre a notti insonni, nuova forza e consapevolezza che, almeno nel mio caso, si sta rivelando una fonte di crescita personale importante: della serie che incredibilmente le cose per cui prima mi preoccupavo sono diventate futilità e mi sembrano così piccole che riesco a dormire – bebè permettendo – sonni sereni e i problemi di prima mi sembrano micro paranoie su cui non vale più la pena spendere i preziosi minuti del mio tempo e le mie energie.)

Casa, marzo 2019. Nicolò, 10 giorni di vita.

Parentesi esistenziale a parte che meriterebbe un post a sè stante, quello che ci tengo a dire è che (lo scrivo a lettere maiuscole, per urlarlo al Web e ai detrattori): VIAGGIARE CON UN NEONATO SI PUO’!

Casa, marzo 2019. Nicolò, 10 giorni di vita.

Durante la mia gravidanza non proprio felice che mi ha impedito di viaggiare e ha ridotto al minimo sforzi e attività fisica il mio pensiero costante (dopo i pensieri su come sarebbe stato il parto, vedere per la prima volta mio figlio, la sua salute, il colore dei suoi occhi, etc…) era interrogarmi su come sarebbe cambiata la mia vita e sopratutto se sarei mai più riuscita a viaggiare con un bebè. Ho iniziato a cercare nel magico mondo online articoli e post di altre viaggiatrici seriali che si erano poste prima di me le stesse domande e la barra di ricerca di Google ormai digitava da sola ‘viaggiare con un neonato’… Devo dire che molte esperienze mi rincuoravano ma mi dicevo che non avrei saputo rispondere a questa domanda finchè non mi ci fossi trovata io, nel vivo di quella situazione. Finchè non avessi conosciuto Nicolò e finchè non avessi quindi capito quali sarebbero stati i nuovi ritmi e le nuove esigenze da neomamma.

Casa, marzo 2019. Nicolò, 10 giorni di vita.

Poi c’erano appunto i detrattori. Tutte quelle persone vicine e lontane, conosciute e sconosciute che si permettevano già di boicottare i miei voli pindarici e la mia voglia folle di prenotare gia’ i primi viaggi estivi con il pargolo. Forum di viaggi in cui, invece di trovare quella che dovrebbe essere la mente aperta e flessibile e tollerante di chi per antonomasia ama scoprire nuovi luoghi e nuove culture, spuntavano come funghi commenti impietosi e lanci di pietre alle mamme viaggiatrici che in punta di piedi chiedevano consigli di viaggio (consigli di viaggio, lo ripeto, non consigli se fosse o meno fattibile viaggiare con un neonato…inutile dire che di consigli di viaggio ce n’erano ben pochi ma giudizi del tipo ‘stai a casa che è meglio per il tuo bambino e per tutti noi’ – giuro!!! proprio così – ce n’erano a bizzeffe ed io mi sono demoralizzata nonchè incazzata – diciamolo pure -).

Marche. Luglio 2019. Nicolò 3 mesi e mezzo.

A fine marzo, verso sera, a cavallo tra inverno e primavera e tra il Sole in Pesci e in Ariete è poi arrivato Nicolò. E tutti i dubbi sono spariti. E si sono moltiplicati allo stesso tempo. Dicotomico? Si, ma è stato proprio così. Lì ho capito che avremo potuto essere chi volevamo. Io e lui. Ma che ci sarebbe voluto del tempo. Che avremo dovuto iniziare a conoscerci. Ad annusarci. A capirci. I nostri cuori si sono sentiti nel profondo ma avremo prima dovuto viverci un pò per trovare la giusta sincronia.

Burano. Maggio 2019. Nicolò, 2 mesi e mezzo

I primi 40 giorni, sono stati duri – proprio come tutti dicevano e come le ostetriche al corso preparto ci avevano raccontato – . Ma poi, dopo tante notti insonni e giornate in cui mi sentivo uno zombie, dopo un allattamento che non voleva partire ma io ho insisto il più possibile perchè in qualche modo funzionasse, giorni più bui e altri di felicità assurda, ma sopratutto tanto tanto tanto amore, finalmente abbiamo iniziato a trovare una nostra routine in famiglia. Ad uscire di casa anche per più di qualche ora o la solita passeggiata per prendere aria e la voglia di partire per quei viaggi che avevo programmato durante la gravidanza, senza sapere se poi avremo fatto veramente, si è fatta sentire e ho iniziato di nuovo a dedicare del tempo alla programmazione di un viaggio immaginando come mi sarei organizzata con Nicolò.

Puglia. Luglio 2019. Nicolò, 3 mesi e mezzo.

Ora, dopo un’estate in cui siamo stati in Puglia, nelle Marche, in Toscana, Umbria, Croazia, Austria, Trentino Alto Adige (chi ci segue su Instragram avrà visto lì le nostre prime avventure in 3!) e un viaggio a lungo raggio per gli States programmato tra due settimane posso dirlo con cognizione di causa: VIAGGIARE CON UN NEONATO SI PUO’.

Certo non è lo stesso frenetico e matto viaggiare di prima (un viaggio al mese, 4 ore di aereo anche solo per 36 ore in un posto, i ritmi serrati per vedere di tutto di più, lo zaino in spalla con due cose buttate dentro a caso ‘tanto mi basta un cambio’). E’ un viaggiare più lento, quasi più bello in realtà, che ci ha fatto riscoprire la capacità di sorprenderci per piccole cose. E’ un viaggiare che segue i ritmi di Nicolo’. Il suo latte, le sue pappe, i suoi riposini. Le sue esigenze, prima di tutto. Un viaggiare che ci è calzato subito addosso e che ci fa da scia nelle nostre nuove scelte di mete da scoprire e sopratutto da vivere in tre.

La prova del nove per noi sarà il viaggio in aereo di fine settembre (quindi direi che urgerà poi un aggiornamento su come sarà andata questa avventura, il Viaggio con la V maiuscola che mi sta emozionando e agitando come se fosse il mio primo viaggio in aereo – ma un pò in effetti sarà proprio così…il primo da mamma, il primo con Nicolo’ in piena fase svezzamento, tra l’altro e con i dentini che iniziano a spuntare: una combo direi ideale per il primo viaggio).

Aggiornamento (ottobre 2019).

Il primo volo aereo di Nicolo’ è andato benissimo ed è stato tutto molto più semplice di come immaginavo. I controlli sono stati veloci e ho potuto constatare che ovunque, viaggiando con un neonato, c’è tantissimo aiuto e disponibilità da parte di tutti. Noi abbiamo volato con Swiss facendo scalo a Zurigo sia all’andata che al ritorno. Abbiamo imbarcato due valigie e l’ovetto dell’auto e portato con noi in cabina il passeggino (yo-yo babyzen cabinabile), la borsa di Nico con un cambio per lui e per noi e il latte liquido per il viaggio. Quest’ultimo ai controlli viene messo in un’apposita valigetta che viene controllata a parte. Io avevo con me sia dei biberon di latte di mamma già pronto sia bottiglie di formulato liquido e non hanno avuto nulla da ridire sia per l’uno che per l’altro in Italia. A Boston i controlli sono stati più accurati e per evitare di aprire le bottiglie di latte ci hanno fatto un’ispezione aggiuntiva comunque veloce.

Per il volo mi ero preparata dei nuovi giochini e pupazzi per Nico da dargli a sorpresa in modo che si perdesse un po’ con la novità e devo dire che la tecnica ha funzionato. In generale tutto per lui e’ stato una novità e quindi, incuriosito da tutto era felice e beato in osservazione. Abbiamo prenotato in anticipo la culletta che non ha utilizzato granché per dormire ma per fare un po’ di work out ed e’ stata comunque comoda per cambiarlo (rispetto al fasciatoio in bagno) e come appoggio aggiuntivo per le sue cose. Tra piccole dormite, pappe, giochi, passeggiate su e giù per l’aereo le 8 ore di volo sono letteralmente volate e dandogli il ciuccio in fase di atterraggio e partenza non ha avuto alcun problema di pressione e quasi mai pianto.

Nel New England tutto è andato stra bene. Lui dormiva un po’ di più di giorno tra jet lag e spostamenti in macchina, ha cambiato un po’ la sua routine e orari di pappe e nanne ma siamo riusciti a gestire tutto senza grossi problemi. Certo non e’ stata una vacanza rilassante ma lo avevamo messo in conto e non era comunque questo il nostro fine ultimo.

In ogni caso, per chi è nella fase di ricerca attiva di suggerimenti su come viaggiare con un neonato, ecco qui alcuni Tips che ritengo possano essere utili e che mettono assieme un pò di dubbi che io stessa mi ponevo quando ero incinta. Se ho dimenticato qualcosa, scrivetemi che vedo di integrare il più possibile.

  1. Adattare il viaggio al proprio bimbo. Sembra una banalità ma non lo è. Solo una volta che conoscerai il tuo bimbo e lo stringerai tra le braccia, a mio avviso, sarai in grado di riplasmare il tuo modo di viaggiare. I suoi orari (pasti e nanne) condizioneranno inevitabilmente sia gite fuori porta di una giornata che viaggi lunghi. Il vostro bimbo è tranquillo in macchina e si addormenta senza problemi o piange isterico appena lo mettete sull’ovetto? La risposta a questa domanda potrebbe condizionare per l’appunto i vostri futuri viaggi. Nico è stato abituato fin da subito ad andare in macchina per tratti lunghi (dall’ospedale a casa a 3 giorni si è subito fatto i suoi primi 90km di strada) e abbiamo capito fin da subito, che, un pò come è stato per me quando ero piccola, l’auto lo tranquillizza e lo fa addormentare in un nano secondo (guai però andare sotto i 70 km orari…). Questo ci ha aiutato molto nel fare delle prove di gite fuori porta e nel sentirci poi sicuri anche con l’ok della pediatra di affrontare dei tragitti in macchina più importanti (vedi la nostra vacanza in Puglia, che abbiamo spezzato con una notte all’andata e due al ritorno di stop nelle Marche per evitare di farci 9 ore di strada in una giornata).
  2. Altro tema che condiziona fortemente l’organizzazione del viaggio è l’allattamento. Viaggiare con un bimbo è sicuramente più semplice quando è neonato per diversi motivi: è più gestibile e ha meno esigenze di intrattenimento rispetto ad un bimbo più grande e nutrendosi di solo latte è più semplice spostarsi senza il problema delle pappe da portarsi dietro o trovare in loco. E’ anche vero che nonostante ci sia oggigiorno una grande spinta all’allattamento esclusivo al seno e diversi aiuti tra ostetriche, pediatri e sopratutto consulenti all’allattamento, questo tema è uno dei più delicati che si vivono con la nascita del proprio bimbo e dei più complessi. Allattare è complesso. E cambia da mamma a mamma, da mamma a bimbo, da bimbo a bimbo. Noi ci abbiamo provato in ogni modo ma senza successo (non perchè il latte non ci fosse ma perchè Nicolò per svariati motivi non è mai riuscito ad attaccarsi al seno nonostante due mesi di consulente allattamento e prove di ogni tipo). Alla fine la mia scelta è stata quella di dargli comunque il latte materno ma con il biberon, tirando quindi quotidianamente il latte. Scelta non semplice perchè attaccarsi al Medela 5/6 volte ogni giorno ad orari precisi per garantire le poppate ha voluto e vuole dire tutt’ora (anche se le volte si riducono a 3) sacrificare del tempo per questa operazione. Quindi, in viaggio: sempre con me il Medela Swing che ho deciso di comprare dopo due mesi di noleggio del Medela professionale, dopo essere stata certa che quella sarebbe stata la nostra strada. Si impara ad ottimizzare il tempo, tirando il latte in macchina durante gli spostamenti mentre Nico dorme, la mattina molto presto prima che si svegli, la sera tardi, dopo averlo messo a dormire. Non è semplice. Ma si può fare. Basta volerlo. Quindi con un neonato: 1. se hai la fortuna di allattarlo al seno, non ci sono problemi di sorta 2. se l’opzione è latte materno con biberon io mi sono organizzata così: – Medela Swing portatile; – per conservare il latte materno ho comprato su Amazon una piccola borsa frigo che contiene fino a 3 biberon gia’ pronti di latte; – scaldabiberon (anche scaldapappe) della Chicco che mi hanno prestato e ho utilizzato tantissimo anche in auto, avendo l’adattore apposta 3. latte artificiale o aggiunta di latte artificiale: latte formulato in polvere comodo da utilizzare avendo a disposizione dove si va un bollitore (ora come ora prenoto gli Hotel/B&B, nel caso non andassimo in appartamento, chiedendo sempre se c’è il minibar e il bollitore a disposizione che sono dei must have), latte formulato liquido comodo sopratutto per il primo utilizzo che non necessita nè di essere scaldato ed è pronto all’uso ma poi va subito conservato il frigo, quindi io opto per il liquido solo se ho un frigo a disposizione. Fino ai 4 mesi mi sono portata dietro anche lo sterilizzatore della Chicco per biberon, tiralatte e ciucci vari.
  3. Passeggino/Trio/Seggiolino auto/Marsupio Quando, ancora incinta, ho iniziato ad informarmi su Trio/Passeggini etc. sono stata sopraffatta dal mal di testa e da una confusione tale che, più leggevo e più mi addentravo nel tema, ho pensato sarebbe stato molto più semplice l’acquisto di una nuova auto. Dopo mesi di letture, pareri, consigli e giri in negozi specializzati sono andata d’istinto, immaginando quella che sarebbe stata la nostra necessità primaria e ho fatto quello che definisco l’acquisto/investimento più azzeccato per la nascita del bebè: ho detto no al Trio sia per un tema di costi (che poi si sarebbero moltiplicati considerando che in futuro avrei dovuto comunque acquistare un passeggino più leggero) sia per un tema di praticità e funzione d’uso. Cercavo una soluzione che potesse andare bene fin dalla nascita ma da portarsi avanti fino a che Nico avrebbe avuto bisogno di un passeggino e le caratteristiche che cercavo erano: leggero, funzionale, cabinabile. Alla fine ci ho aggiunto anche un bel design e ho acquistato lo Yoyo BabyZen 0+ (passeggino ultraleggero, omologato per essere cabinabile) con l’aggiunta dell’amaca (al posto della classica carrozzina, soluzione che ho trovato molto pratica avendo poi a casa una culla prestatami da parenti) che abbiamo utilizzato fino ai 3 mesi di Nico e ovetto Cibex adattabile al telaio dello Yoyo che stiamo utilizzando tantissimo sia per l’auto (con Isofix) sia per girare al posto del passeggino/carrozzina (l’ovetto si distende come una carrozzina – con il senno di poi forse non avrei preso l’amaca ma solo telaio Yoyo passeggino e ovetto Cibex). L’ovetto lo utilizzeremo fino all’anno e mezzo del bimbo per poi sostituirlo con il seggiolino sempre Cibex Sirona, che si adatta già all’Isofix che abbiamo e che può essere utilizzato fino ai 4/5 anni del bimbo sempre seguendo poi indicazioni in base al suo peso e altezza. Con lo Yoyo stiamo andando ovunque e per me è comodossimo perchè pesa 3,5 kg invece degli 8 kg minimo di un trio (usato anche sulla sabbia e sullo sterrato nonostante le ruote piccole e anche qui, i detrattori che consigliavano un passeggino ‘tradizionale’). Molto comodo anche perchè quando andiamo a cena fuori l’ovetto che diventa carrozzina è praticissimo per mangiare in serenità facendo addormentare Nicolo’ che poi spostiamo direttamente da lì al letto senza che si svegli. Dove non arriviamo con il passeggino usiamo il marsupio. Abbiamo scelto il Manduca, consigliatoci anche da una consulente del portare per la sua ergonomia (corretta postura del neonato senza sovraccaricare le anche) e che abbiamo usato dalla nascita e potremo usare anche in futuro avendo la vestibilità sia fronte che retro sulla schiena (e anche laterale). Ci è stato utilissimo sia in montagna che in Toscana e Umbria dove abbiamo visitato tutti i Borghi (salite e scale, impossibili da affrontare con passeggino).
  4. Svezzamento. Noi abbiamo iniziato lo svezzamento classico di Nicolò al 5°mese compiuto, iniziando con la frutta a merenda (non sostituendola subito al latte) nel pomeriggio e iniziando ad inserire le prime pappe di brodo e semolino/mais – tapioca al 5° mese e mezzo. Se dobbiamo muoverci per un week end preparo prima il brodo di verdure e lo metto già in vasetti da 180 cc che conservo durante il viaggio in un contenitore per pappe comprato su Amazon. Al momento poi aggiungo le creme liofilizzate già pronte (noi usiamo Hipp). Per preparare invece le passate di verdure usiamo il Philips Avent 4 in 1 che mi permette anche in Hotel e non solo in appartamento di cucinare. E’ sufficiente comprare le verdure, aggiungere l’acqua e attaccato ad una presa di corrente fa prima la cottura al vapore e poi frulla le pappe. Acquisto super utile che utilizziamo anche a casa al posto di pentola a pressione e frullatore anche per noi grandi!
  5. Cosa mettere in valigia Non più valigie ultraleggere, ma si può viaggiare anche senza portarsi via il mondo e la casa. Noi ci organizziamo così: un trolley di dimensioni medie dove mettiamo i vestiti e cambio di tutti e tre comprese le scarpe, un piccolo trolley per pannolini, Medela, latte artificiale, scaldabiberon ed eventuali omogeneizzati per Nico e un beauty da viaggio con tutti i prodotti pulzia/corpo sopratutto per Nico (detergente intimo, sapone non sapone, talco non talco, crema protettiva cambio, salviettine, cotone e detergente, trousse con pettine spazzola e forbicina), lavaggio nasale, salviette per pulizia occhi, termometro e Tachipirina in gocce. Nella borsa dello Yoyo Babyzen ho sempre un cambio per Nico e un fasciatoio da viaggio della Cibex che si trasforma in pochette per contenere pannolini e salviette umidificate e la piccola borsa frigo con i biberon già pronti in base alla lunghezza del viaggio.
  6. In aereo con un neonato I neonati fino ai 2 anni di età pagano tariffa ridotta del 10% rispetto ad un adulto ma non beneficiano di un posto a sedere. Vengono associati ad un genitore che può tenerlo in braccio, seduto con sè, munito di un apposita cintura aggiuntiva di sicurezza. In tutte le classi sui voli a lungo raggio e in Business Class sui voli europei sono disponibili delle culle su richiesta. Dopo aver prenotato il volo il consiglio è di chiamare subito il Service Center della compagnia per prenotarla (il numero per aereo di culle è limitato). L’offerta è riservata soltanto ai bambini solitamente di età inferiore agli 8 mesi e con un peso massimo di 11 kg (ogni compagnia aerea ha le sue restrizioni, quindi informatevi bene in fase di booking). Se volete portare con voi a bordo un ovetto o seggiolino auto, in cui far sedere il bambino, dovete in ogni caso comprare un posto in più a sedere pagando tariffa piena. I passeggeri che viaggiano con neonati possono portare con sé latte e alimenti liquidi nel bagaglio a mano senza restrizioni. superando la capacità massima prevista per i liquidi nei bagagli a mano. Tuttavia, la quantità di latte e di alimenti liquidi per neonati consentita è limitata a quella necessaria per la durata del volo e durante i controlli di sicurezza i prodotti devono essere presentati a parte. Potete portare con voi in cabina un passeggino tascabile senza costi aggiuntivi (vedi lo Yoyo BabyZen che è omologato per essere cabinabile). Se il passeggino supera le dimensioni consentite avete comunque la possibilità di arrivare oltre i controlli fino all’imbarco, dove il personale di bordo lo prenderà in custodia e ve lo riconsegnerà a seconda dell’aeroporto di destinazione o ai nastri di trasporto bagagli o appena scesi dalla scaletta dell’aereo. Anche nel caso decideste di imbarcare in stiva passeggino o seggiolino auto, non hanno costi aggiuntivi rispetto ai colli previsti viaggiando con un neonato.
  7. I bambini sono tranquilli se lo sono i genitori. Mai frase si è rivelata più vera. Sono convinta che i bimbi sentano il nostro mood e si adattino molto di più di quanto siamo in grado di fare noi. A loro basta veramente poco: l’amore e la serenità di mamma e papa’ è la prima condizione per andare ovunque con il buon senso! Fate, andate, viaggiate nel modo in cui fa stare sereni voi e loro bi seguiranno ovunque! (questo me lo sto ripetendo ogni sera in vista del primo viaggio lungo in aereo!!!)

Non sei mai stato bambino se non sei saltato a piedi pari dentro una pozzanghera, svegliando le fate che dormivano e facendole saltare in mille gocce di luce fino al cielo.
(Fabrizio Caramagna)”

Casa. Marzo 2019. Nicolò, 10 giorni di vita

Il nostro viaggio più bello è iniziato! E’ avere tra le braccia, attaccato al cuore, il nostro bimbo e scoprire il mondo attraverso i suoi occhi: ogni cosa è nuova, grande, meravigliosa. Possibile.

2019 @Viaggidiritorno. Tutti i diritti riservati

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2 pensieri su “Viaggiare con un neonato

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