Ripartiamo da Venezia!

@Momento Amarcord – le gite a Venezia della mia infanzia e adolescenza

Ricordo ancora con chiarezza la sensazione che avevo da piccola quando la mamma mi diceva: “domani si va a Venezia”. Erano occasioni uniche che coincidevano con il Carnevale (più raramente) e per lo più con l’annuale corsa podistica amatoriale “Su e Zo’ per i Ponti” di cui la Società di mio nonno era sponsor. Si andava a Venezia in pullman, partendo dallo Stadio di Belluno. La sera prima preparavamo uno zainetto con dentro un ricambio e mia mamma preparava panini e una borraccia di The caldo. Sceglievamo assieme i vestiti per il giorno dopo, scarpe comode (“perché si cammina”) e andavo a letto presto con un mix di trepidazione, felicità e agitazione (quella che ho ancora adesso la sera prima della partenza per un lungo viaggio…in cui spunto mentalmente le cose da mettere in valigia e dopo mesi di pianificazione, avere lì a portata di poche ore la meta che ho sognato a lungo e’ qualcosa che mi muove tutto lo stomaco e non mi fa dormire la notte dall’adrenalina che ho in corpo). La mattina la sveglia era prima dell’alba. Si partiva ancora con il buio, ci si trovava ancora mezzi assonnati alla partenza della corriera con tutti i parenti e gli amici, alcuni dei quali vedevamo solo quella volta l’anno, per quest’occasione. Partire che la notte sconfinava piano verso il giorno rendeva il viaggio intimo, speciale. Ci si salutava piano a bassa voce, come per non disturbarsi e le ore sulla strada erano lunghe: per lo più si riprendeva a dormire. Qualcuno parlottava nei posti in fondo. C’è chi ascoltava musica dal walkman, pochi leggevano un libro. Altri guardavano la cartina di Venezia…

Venezia ci accoglieva ancora assonnata, con le prime luci del mattino a riscaldare con timidi riflessi l’acqua e i ponti. Altre corriere di comitive come la nostra si fermavano in Piazzale Roma e i gruppi di volontariato e gli sponsor, come noi, si dirigevano ognuno verso le proprie postazioni…piazze e campielli pronti per dare assistenza ai podisti.

La mattina passava così. In questo caos e nel divertimento insieme a mia cugina di preparare bicchieri di bibite calde e distribuire brioche confezionate alla confettura di ciliegia e albicocche per dare ristoro. E poi arrivava il momento più atteso, quello, finita la competizione, di girare Venezia, dopo aver pranzato tutti assieme in qualche Osteria che sceglieva mio nonno.Venezia e’ sempre stata magica. Citta’ sospesa nella sua bellezza antica e immutabile nel tempo come in un sogno. Rialto, San Marco, il Ghetto, le Zattere, l’Accademia, le bancarelle con le maschere, le gondole, il senso dell’orientamento che si azzerava. Si camminava senza sosta, si vedeva il più possibile. Qualcuno ogni tanto di perdeva e si sarebbe ritrovato direttamente alla ripartenza del Pullman.

Citta’ in cui convivono malinconia e follia. Citta’ che ancora oggi, dopo anni in cui ho imparato a conoscerla di più, nelle sue pieghe, nei suoi dettagli, nelle sue mille sfaccettature, posti inconsueti e meno battuti, mi seduce e cattura, lasciandomi ogni volta senza fiato per la sua Bellezza. Luce ed ombra: i suoi contrasti, i riflessi dell’acqua che tremolano sotto i ponti, il brusio e il caos che svoltati due vicoli diventa un silenzio ovattato di una calle su cui si affacciano palazzi con giardini nascosti e lenzuola stese ad asciugare che profumano di fresco. I bacari, le osterie, i caffè regali di Piazza San Marco con i camerieri in livrea, gli Hotel di lusso, le terrazze panoramiche sul Canal Grande…Non potevamo che ripartire da qui, ripartire da Lei.

@Ripartiamo da Venezia!

Dopo settimane di Lockdown e passeggiate nei 200 metri sotto casa, prima e lungo il ruscello della nostra via, poi (quando i nostri confini si sono pian piano allargati). E’ stata un’emozione come quelle giornate li, della mia infanzia. La “gita a Venezia” tanto attesa, che avremo ricordato diverse volte durante l’anno. E coincide tra l’altro con la prima volta di Nicolo’ a Venezia!

Fino al 30/06/2020 i parcheggi a Venezia hanno tariffe speciali a metà prezzo. Noi abbiamo parcheggiato al San Marco di Piazzale Roma (tariffa giornaliera di 15€ invece dei 30€ usuali). Girare Venezia con un neonato è possibile sia che optiate per l’uso di un marsupio o di un passeggino, infatti, in quest’ultimo caso va considerato che molti ponti hanno delle passerelle laterali per trasporto merci. Rimangono il Ponte dell’Accademia e Rialto i più impegnativi (dove il passeggino va trasportato a mano, per questo optate per uno ultraleggero). Noi ci siamo per lo più mossi con lo YOYO Babyzen, facile e pratico da trasportare e soluzione più utile per riuscire a far riposare Nicolò.

Molti ristoranti, bar e osterie sono ancora chiusi, quindi informatevi prima di partire e se optate per pranzare o cenare fuori ovviamente in questa fase va prenotato tutto prima, considerando oltretutto che i posti più popolari sono anche piuttosto piccoli e con un numero limitato di posti a sedere. Qui sotto una lista di alcuni dei nostri posti preferiti a Venezia, testati negli anni, tra ristoranti, gelaterie, rooftop bar e Bacari (le tipiche osterie popolari Veneziane in cui bere un’ “ombra” /calice di vino e mangiare qualche cicchetto, la versione veneziana delle tapas, antipasti e piccoli assaggi di cibo con prodotti a km 0). Per il resto godetevi il silenzio e la pace (ancora per poco) di questa meravigliosa città che ad ogni angolo nasconde qualche sorpresa e dettaglio prezioso.

L’emozione per me più grande? Lasciare libero Nicolo’ in Piazza San Marco a camminare e rincorrere i colombi…un ricordo che abbiamo immortalato e che sarà il suo primo ‘ricordo’ di Venezia.

Nicolò in Piazza San Marco

@Tips: alcuni dei nostri posti preferiti dove mangiare e fare una sosta a Venezia

I bacari che amiamo sono diversi, ma tra i nostri preferiti in assoluto, in zona Rialto, proprio davanti al mercato ortofrutticolo, c’è @Al Mercà che si è organizzato in questo particolare periodo, rispettando pedissequamente le norme di sicurezza e dove è possibile sostare evitando assembramenti. Ottime le polpettine e i fritti in generale e vasta scelta di paninetti imbottiti di diversi gusti. Spritz particolarmente carico sia in versione Campari/Aperol e in quella tipica veneziana con il Select.

Foto di repertorio Pre Covid scattata nel 2019

@Bacareto Da Lele (aggiornamento Covid19 – 29 maggio: il Bacaro è chiuso per qualche giorno dopo essere stato multato per assembramenti). A pochi passi da Piazzale Roma, prendendo la strada che porta verso Rialto, attiguo alla Chiesa di San Nicola da Tolentino, un altro bacaro storico, famoso per i suoi panini ripieni, fatti al momento. Frequentatissimo dagli studenti universitari e dai locals.

@Enoteca Agli Artisti tra Campo Santa Margherita e l’Accademia, pochi tavoli interni e qualche posto all’aperto sul Canale, nel rispetto del mood romantico che Venezia richiede. Un’osteria che si distingue dalle altre per piatti poco scontati che rielaborano con estro le materie prime in un buon equilibrio tra piatti di pesce e carni.

@Estro, bellissimo locale, un pò bistrot e un pò wine bar a Dorsoduro, con una cucina contemporanea basata sulle materie prime del territorio: il pesce del Mercato di Rialto, le verdure di S. Erasmo, la carne dei Fratelli Damini di Arzignano. 3 menu degustazione tra cui scegliere con un buon rapporto qualità prezzo, interessante proposta e ampia scelta di vini e una bella atmosfera. Un ristorante che ci ha conquistati e che ci ha sorpreso nel contesto della città di Venezia dove spiccano o le classiche osterie con menu tipici o all’opposto si va sul Ristorante di Lusso o stellato.

Foto di repertorio Pre Covid – scattata nel 2019

@Gelateria Nico zona Zattere. Locale storico in cui fare una tappa golosa (e ipercalorica) per provare il loro classico: il Gianduiotto, sia in versione da asporto/passeggio o da gustare seduti ai tavoli all’aperto con vista sulla Giudecca. Per noi una tappa irrinunciabile a Venezia.

Girando l’angolo verso Fondamenta Nani, vi ritrovate davanti allo Squero di San Trovaso, uno dei pochissimi cantieri ancora aperti in cui si costruiscono e riparano le tipiche imbarcazioni veneziane, gondole in primis. L’edificio ricorda le case di montagna e il legname, di fatto, in cui è costruito proviene direttamente dalla zona del Cadore.

@Skyline Rooftop bar Molino Stucky (situazione Covid19: ancora chiuso a fine maggio). Siamo in Giudecca, in uno degli Hotel più particolari e iconici di Venezia, ricavato dalla ristrutturazione di un antico mulino a macina. All’ultimo piano, una vista impagabile a 360° su Venezia, una piscina panoramica e un bar superglam che serve dei cocktail strepitosi. I prezzi sono alti, in linea con gli standard degli Hotel di Lusso e delle Grosse Catene alberghiere nelle città d’arte (ecco non veniteci se dovete bervi uno spritz…ma per un cocktail fatto come si deve, con vista unica, questo è il posto giusto).

A pochi minuti di navetta privata da Piazza San Marco, c’è l’Isola delle Rose con l’Hotel Marriot e i suoi servizi: ristorante Dopolavoro, ex stellato; rooftop con piscina, bar e ristorante Sagra, area Wellness e giardini per Chic-nic. Noi abbiamo avuto la fortuna di passare una serata e una notte da favola qui, prima del nostro matrimonio, regalataci dai nostri parenti americani che alloggiavano qui nei giorni precedenti la nostra cerimonia di nozze: fiumi di bollicine, location da sogno e personaggi internazionali che hanno trasformato le nostre ore lì in un’avventura (ci siamo ritrovati coinvolti in un matrimonio arabo reale).

Andando verso l’Accademia, in Calle del Spezier, un posto in cui entrare e soffermarsi è @Bel Air Fine Arts, una galleria con interessanti proposte di arte moderna.

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